LGBTIAQ+

LGBTIAQ+

Una pagina dedicata a tutte e tutti. Leggere per capirsi.
Parlarne per conoscersi. Partecipare per aiutarsi.

Questa è una pagina speciale, dedicata a chi, come me, vuole approfondire, conoscere, capire, aiutare, confrontarsi, per vivere meglio con se stesse/i e con gli altri.

Perché questa pagina?

Le cerimonie laiche toccano corde emozionali molto profonde ma certi sentimenti per poterli descrivere e celebrare devi prima conoscerli. Avendo inclinazioni eterosessuali mi sono avvicinata al mondo LGBTIAQ+ rendendomi conto che alcuni sentimenti non li conosco affatto. Ci sono infinite sfumature della sfera emotiva personale che entrano in gioco nei rapporti interpersonali ed è ipocrita credere di comprenderli profondamente. Allora ho pensato che le mie intenzioni per migliorare e poter offrire un servizio adeguato alla richiesta di celebrare un momento importante come quello della rinascita, del coming out, del cambio di sesso, del cambio di genere fino ad arrivare al matrimonio LGBTIAQ+, dovevano avere un solido fondamento.

Inizierò a pubblicare, man mano che giungeranno alla mia attenzione, una serie di articoli che andranno a toccare argomenti inerenti vari aspetti.

Tali argomenti potranno essere di aiuto a chiunque: all’eterosessuale per comprendere ed affrancarsi dall’attuale omofobia strisciante e a volte inconsapevole; a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno bisogno di informazioni per rispondere alle loro domande, ai loro dubbi, alla loro paura di essere “diverse/o”; a coloro che, anche se adulti e con un vissuto alle spalle da eterosessuale, stanno attraversando una fase delicata di ricerca della propria vera identità; a coloro, infine, che sentono il bisogno di comunicare per il piacere di confrontarsi su tematiche che dovrebbero far parte dell’esistenza di ognuno di noi.

Inizio con un contributo di Jonathan Mastellari, responsabile di IAM, Intersectionalities and more, associazione bolognese che si occupa a livello nazionale di temi intersezionali e di minoranze con uno specifico focus sui temi LGBTIAQ+ e di genere. Jonathan mi ha scritto a proposito del nostro primo confronto riguardante il tema della necessità di festeggiare o celebrare proprio in modo condiviso i momenti importanti della vita. Queste le sue parole.

Cambiare non è mai una cosa semplice. Cambiare vuole spesso dire adeguarsi ma in molte occasioni anche rinascere. Questo è il tipo di cambiamento al quale aspirano le persone trans* e non binarie. Un processo lungo e molte volte complicato che porta le persone che lo intraprendono a vivere una nuova identità, quella desiderata da molto tempo. In molti casi chi decide di cambiare intraprendendo una “transizione” (il percorso soggettivo e spesso anche medicalizzato che permette di raggiungere il genere al quale si aspira) lo fa non dimenticando la vita passata, ma spesso con entusiasmo e speranza verso la vita futura. E’ in questo momento che si ha una rinascita. Una rinascita ovviamente simbolica che permette di vivere il più possibile in libertà la propria nuova vita, nonostante i numerosi limiti imposti dalle società e dalle culture. Non ci si pensa e spesso non si fa, ma queste occasioni possono diventare momenti da celebrare e festeggiare. Eventi da ricordare che segnano simbolicamente una data nella quale rinascere, come si vuole e in modo libero. Sempre all’interno della comunità LGBTIAQ+ ci sono anche altri possibili momenti da celebrare. Uno di questi può essere la data del proprio coming out, cioè il momento nel quale consapevolmente si dichiara a una o più persone il proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere. Momenti difficili da dimenticare che per molte persone segnano una data fondamentale nella propria vita. Giorni simbolici che concludono un lungo percorso di crescita personale e lavoro sulla propria persona che spesso però non vengono celebrati a dovere. Dedicare un momento alla propria identità, alle sue trasformazioni e alla propria crescita personale è fondamentale e celebrare può essere quello che rende questi momenti indimenticabili. Facciamolo!
Jonathan Mastellari

Intervista a M .

Ho redatto una piccola intervista che ho sottoposto ad alcuni gentilissimi volontari e che mi darà la possibilità di toccare vari argomenti, lasciando libera possibilità a chiunque di intraprendere un dialogo costruttivo ed un pacato confronto.
Inizio con l’intervista di M, il mio primo volontario! Ho anche chiesto a M. se se la sentiva di mandarmi una foto che lo rappresentasse nelle risposte che mi ha dato. Provo un tale rispetto e un’infinita dolcezza nelle sue risposte, oltre che una nota estremamente poetica nella foto che ha scelto, che mi ha spinto a proseguire per costruire questa parte del mio sito e mi auguro di scrivere, insieme a chi vorrà dare il suo gradito contributo, una pagina lunga, lunghissima, e tante tante testimonianze condivise.

sorellanza cerimonia laica rito simbolico

Intervista a M.

1) A che età hai capito di avere gusti differenti rispetto ai tuoi coetanei ? Da bambino ero attratto dai giochi femminili, bambole, pentolini, eccetera ma solo nelle medie mi sono accorto che guardavo spesso i miei compagni in particolare uno che è stato poi il mio primo “fidanzato “.

2) Come hai vissuto quel momento? Non capivo quando i miei amici mi apostrofavano come “ occhiofino “ e poi ho scoperto che era l’anagramma di finocchio.

3) Avevi una persona vicino con la quale parlare e condividere la tua scoperta? No, sono nato in un piccolo paese dell’entroterra… allora l’argomento era tabù.

4) Pensi che in famiglia sapessero della tua identità? Credo che mia madre lo abbia sempre saputo, forse anche mio padre ma lui non era un tipo molto aperto, teneva più all’apparenza che alla sostanza, non voleva che la gente sapesse ed era assolutamente contrario, questo lo dico perché me ne sarei accorto in seguito negli anni.

5) Quando hai deciso di mettere al corrente la tua famiglia, è accaduto qualcosa che ti ha spinto a farlo? Avevo 20 anni quando mi innamorai seriamente e decisi di confidarmi in famiglia.

6) Come hanno reagito alla notizia, ti sono stati vicino? Mia madre che aveva già intuito non mi fece problemi al contrario di mio padre che andò su tutte le furie, minacciò di voler picchiare il ragazzo, mi mandò via di casa…

7) Quando hai deciso di fare coming-out, se lo hai fatto, e perché? E perché, nel caso, non lo hai fatto? Non ho mai fatto un vero e proprio coming-out, non l’ho mai detto apertamente e non l’ho mai nascosto.

8) Quali sono state – e da parte di chi – le reazioni che ti hanno ferito di più una volta saputa la notizia? Sicuramente da mio padre come già spiegato alla domanda n° 6.

9) Come affronti nel quotidiano le persone ostili al tuo modo di vivere?                                                                            Ignorandole.

 

 

10) La tua condizione ha influenzato l’andamento delle cure ricevute quando ti sei trovato ad averne bisogno?
Assolutamente no…nel 1984 ho iniziato con la mia malattia e al Policlinico di Pavia andai con il mio compagno e non mi fecero nessun tipo di problema.

11) Rispetto alla tua nascita biologica, come è cambiata la tua carta d’identità e perché? Il 17 luglio 1989 è nato il M. disabile, il 18 maggio 2017 è nato il M. guarito dalla chemio…le date più importanti che hanno significato un cambiamento.

12) Come hai vissuto la tua trasformazione una volta deciso di essere te stess*? Il mio corpo si è trasformato a seguito di una malattia che mi ha reso disabile… ma sono vivo… non ho avuto nessun tipo di problema, ho accettato il mio nuovo status consapevole che se i medici non avessero preso quella decisione non avrei avuto una lunga vita.

13) Credi sia utile festeggiare e condividere con amici e parenti quel momento di nascita o rinascita legato al coming-out, al cambio di sesso o al cambio di genere? Personalmente no…

14) Come hai vissuto il cambio di rapporto tra la tua nuova condizione ed il tuo credo religioso, se ne avevi uno? Mi sono un tantino arrabbiato con Lui con la classica domanda “ Ma perché a me !? “ e ancora ogni tanto ci ragiono… sai che ancora non sono riuscito a rispondere a questa domanda…

15) Ritieni che la condizione di vita delle persone LGBTIAQ+ sia migliorata negli ultimi 5/10 anni?
Si, certamente, anche se ancora la strada è piuttosto lunga.

16) Hai qualche suggerimento o consiglio da dare a chi ancora non ha il coraggio di affrontare la propria realtà, oltre che il resto del mondo? Pensare che “ non si vive una volta sola “ ma bensì che “ si muore una volta sola “ pertanto… viviamoci serenamente l’unica vita che abbiamo.

17) Ti infastidisce il fatto di essere considerato facente parte di una “categoria discriminata” e come vivi il rapporto con altre categorie discriminate, ad esempio le donne o gli immigrati? L’unica cosa che mi infastidisce è la cattiveria umana a prescindere dal sesso o dalla nazionalità dell’individuo.

Vuoi partecipare dando il tuo contributo e rispondendo alla mia piccola intervista?

“L’amore sboccia tra persone, non tra sessi. Perché porsi dei limiti?”

DAVID LEAVITT

Ti interessano gli argomenti trattati e vorresti informazioni ?