Il Matrimonio simbolico con rito civile di Ester e Giovanni

Raccontare la storia di Ester e Giovanni è stato un susseguirsi di emozioni in crescendo, quasi come il Bolero di Ravel…

Durante il loro Matrimonio ho potuto tranquillamente affermare che il loro amore, nato diversi anni fa, è stato incrollabile e inarrestabile. Non avevo mai conosciuto due persone che han fatto tanti sacrifici per arrivare a coronare il loro sogno di famiglia. Durante questo periodo di tempo però, hanno sempre trovato il modo di rendere il loro percorso pieno d’amore e intimità, contornato da momenti di festa per le loro piccole conquiste. Ogni volta era un gradino in più verso il loro obiettivo finale: l’inizio del viaggio della loro vita insieme.

E quando, un paio di mesi prima del giorno scelto per le loro nozze laico umaniste, hanno saputo che la location scelta aveva ottenuto l’ok dal Comune ad essere Casa Comunale e che avrei potuto celebrare il loro Matrimonio Simbolico anche con la delega per il Matrimonio Civile non stavano più nella pelle. Indossare la fascia tricolore raccontando la loro storia d’amore è stata la ciliegina sulla torta: location intima, fresca e riparata da un rigoglioso palmeto, il loro angolo sotto un gazebo da film nel quale si sono stretti per mano quasi tutto il tempo… una sposa radiosa e uno sposo emozionato, gli invitati sorpresi dalle mie parole e dal tema della cerimonia: le pietre preziose.

Lo sapevate che il corallo era un antico amuleto e un portafortuna per le nuove coppie? Beh, io una cosa la so di sicuro: per Giovanni ed Ester, la giornata passata a festeggiare il loro amore è stata senz’altro indimenticabile.

Lo leggevo nei loro occhi luminosi e nei sorrisi più rilassati che avevano quando, terminata la cerimonia, ci siamo abbracciati e ci hanno fatto la foto ricordo.

 

Qualcuno ha scritto: “Ah, che sensazione ti dà tenere in mano un diamante! E’ come stringere un pezzo di luna…”

Foto: Marcello Mangroni

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